Restyling del sito web

Stai valutando se rifare o meno il tuo sito web? in gergo tecnico

restyling del sito web

e non sai come orientarti? Vediamo insieme quali sono tutti gli aspetti che un’azienda deve tenere in considerazione.

Quando è il momento di fare un restyling?

Se il vostro sito web aziendale è stato fatto tra i tre e i cinque anni fa, è probabile che sia giunto il momento di rinnovarlo. Cambiano le aziende, cambiano le persone, cambiano le tecnologie. Un sito web deve essere sempre in linea con gli obiettivi, le strategie aziendali e presentarsi tecnologicamente competitivo.

Chiarisciti le idee e fissa gli obiettivi che intendi raggiungere

Se stai valutando di rifare il sito web aziendale, prima di contattare una web agency per chiedere un preventivo, è importante avere presente quali sono i suoi punti deboli e cosa vorresti ottenere dal nuovo sito.

Bisogna tenere a mente che il sito web aziendale non è per se stessi, bensì per i propri potenziali clienti e interlocutori. Sono loro che lo devono utilizzare, essere guidati e comprendere a fondo cosa possono ottenere dalla vostra azienda.

Prima di richiedere un preventivo, bisogna domandarsi:

 

  • A chi si rivolge la nostra azienda?
  • Quali sono i punti di forza del nostro sito web?
  • Cosa non funziona nel vecchio sito web?
  • Cosa è stato fatto per promuoverlo efficacemente?
  • Esteticamente, rappresenta il nostro marchio e piace ai nostri interlocutori?
  • Che cosa differenzia la nostra azienda rispetto alle altre?

Budget

Avete già pensato a quanto siete disposti ad investire per il vostro nuovo progetto? Rifare un sito web aziendale è un investimento strategico, per il quale è possibile risparmiare facendo scelte oculate. Fissando degli obiettivi realistici, sarete in grado di decidere su cosa investire di più e su cosa invece mantenere un basso profilo.

Chiariamo il concetto con degli esempi: un piccolo negozio di abbigliamento, più che investire in un sito web dai contenuti particolarmente dettagliati o in una grafica estremamente curata, potrebbe ottenere maggiori vantaggi realizzando un sito web più semplice e concentrando la maggior parte del budget nelle campagne sponsorizzate su Facebook. Potrebbe inoltre raccogliere gli indirizzi email dei clienti sia sul web sia in negozio per poi inviare, tramite email marketing, promozioni nei momenti caldi, come ad esempio il periodo dei saldi o in occasione di eventuali aperture straordinarie.

Un architetto invece, potrebbe concentrare il proprio impegno economico in un sito internet estremamente curato dal punto di vista estetico, e destinare parte del budget alla promozione di esso su portali di settore.

Un elettricista, che ogni giorno ha a che fare con emergenze e riparazioni, investendo in un sito web responsive piuttosto che in un sito tradizionale, potrebbe ottenere più richieste d’intervento grazie alla navigazione ottimizzata per gli utenti di smartphone e tablet.

A ognuno il suo

Non tutti siamo esperti di motori o di idraulica; il fatto di saper scrivere non fa di noi dei poeti. Il buon esito di un progetto è dato da idee chiare, da un’organizzazione efficiente e dal lavoro di persone competenti e motivate. Non cedete alla tentazione di voler scrivere i contenuti di vostro pugno o di voler intervenire su ogni aspetto del vostro sito. Affidatevi a professionisti esperti in grado di ascoltarvi, consigliarvi e che conoscono le regole del web. Il vostro sito web e la vostra azienda ne trarranno un grande beneficio.

Avete scelto la web agency, fatto il restyling e pubblicato il nuovo sito. E adesso?

La pubblicazione del vostro nuovo sito web è solo il punto di partenza. Una volta che i motori di ricerca avranno assimilato i contenuti bisognerà misurare i risultati e cominciare ad attuare interventi mirati. Un sito web deve essere fatto di contenuti di qualità e strategie vincenti. Una buona web agency non si limiterà a rifarvi il sito web, ma osserverà come si comportano gli utenti su di esso e vi proporrà strategie e interventi interni ed esterni al sito (motori di ricerca, social network…).

 

WhatsApp apre alle imprese: messaggi ai clienti via chat

Whatsapp business

Whatsapp entra ufficialmente nel mondo del business e si apre anche alle aziende per dare la possibilità a negozi, esercizi commerciali e brand di entrare in comunicazione istantanea con il miliardo di utenti che ogni giorno sfruttano la piattaforma per scambiarsi messaggi e file di vario formato. La novità è apparsa sul sito della società dove, attraverso un comunicato, WhatsApp offre maggiori dettagli circa questa appetibile opportunità per le aziende.

La svolta business di WhatsApp

Le aziende che saranno interessate a mettersi in contatto con il pubblico di WhatsApp dovranno sottostare a un esame che, attraverso una procedura interna, ne verificheranno l’autenticità. Dopo questa procedura, infatti, l’utente che entra in contatto con un profilo business potrà vedere un’icona verde accanto al nome del contatto, il che significa che WhatsApp ha confermato che il numero di telefono appartiene a un account verificato. Inoltre, lo sfondo della chat apparirà di colore giallo, con una nuvoletta che avviserà l’utente di aver iniziato una conversazione con l’account business (come avviene già per informare che una chat dispone della crittografia end-to-end). Fatto salvo che l’utente può sempre bloccare l’azienda, il suo nome sarà visualizzato come l’utente l’ha salvato in rubrica: nel caso di nuovo contatto comparirà il nome che l’account business ha scelto per sè.

Ma come funziona per le aziende?

Questo ciò che WhatsApp ha dichiarato in merito alla nuova funzionalità dal lato utente, mentre si è esentata dal fornire informazioni su come il servizio possa funzionare per le imprese, né se questo potrà essere a pagamento. Di fatto, fa sapere l’app di proprietà di Zuckerberg, si tratterebbe al momento di un test dove a partecipare sono solo un numero esiguo di aziende che prendono parte al programma pilota.
Tuttavia, in passato, l’amministratore delegato Jan Koum aveva illustrato che il contatto tra imprese e utenti sarebbe stato il primo metodo con cui l’azienda avrebbe monetizzato il servizio; un modello questo che permettere a WhatsApp di stare lontano dagli spam. Nessun altro dettaglio in merito alle aziende che avrebbero potuto usare il servizio, né le aree geografiche di riferimento.
Nello spiegare la funzionalità lo stesso Koum aveva affermato che il team avrebbe testato «gli strumenti che permettono a WhatsApp di comunicare con aziende che si desidera ascoltare. Questo potrebbe significare comunicare con la vostra banca nel caso di una transazione fraudolenta oppure con una compagnia area, nel caso questa fosse in ritardo».

Banche e telecomunicazioni

Con 200 milioni di utenti, l’India rappresenta la più grande base utente per WhatsApp nel mondo. L’azienda sta già lavorando con la National Payments Corporation dell’India per introdurre pagamenti tramite Unified Payments Interface (UPI) sulla sua piattaforma, un servizio che potrebbe essere determinante a livello business.
Alcune delle maggiori imprese dell’India, tra cui le banche, oggi inviano milioni di SMS ai propri clienti per l’autenticazione degli utenti e per svolgere altre pratiche. Inoltre, le aziende come gli operatori di rete dipendono anche pesantemente da SMS e chiamate vocali per trasmettere promozioni e messaggi informativi agli utenti.

Lo sviluppo dei chatbot

Questo modello ipotizzabile potrebbe portare a un maggiore sviluppo dei chatbot aziendali, mercato che in questi mesi ha visto una crescita esponenziale. Le app conversazioni, infatti, sono diventate la parola chiave negli investimenti in startup e innovazione dei colossi Usa del calibro di Microsoft, la stessa Apple, Google, Facebook e Ibm. Traxn Blog, un database americano, ha registrato un incremento degli investimenti in chatbot del 129% nel solo 2016, per un totale di 227 milioni di dollari. Finora, date le connessioni mobili piuttosto limitate in molti centri urbani, specie lontano dalle grandi metropoli, l’utilizzo di WhatsApp da parte dei brand per comunicare con i clienti è stato limitato. Tuttavia, la questione potrebbe cambiare con il miglioramento delle infrastrutture internet.

Sito Internet, a cosa serve davvero?

Oggi parliamo dei siti internet e di come possiamo utilizzarli come strumento per farci conoscere, inteso da un punto di vista lavorativo e di attività.

Una volta esistevano le classiche Guide Telefoniche nelle quali potevamo trovare i numeri di telefono delle persone e attività.

Volevamo acquistare un materasso? Aprivamo la guida telefonica, o le Pagine Gialle, e cercavamo il negozio più vicino a noi.

Ora, con l’avvento della rete e della nuova tecnologia, facciamo lo stesso, però in modo differente. Apriamo il computer entriamo in rete e cerchiamo il negozio più vicino, oppure quello che ci propone il miglior materasso al miglior prezzo.

Alcuni dicono che se non sei presente sul web non sei nessuno, altri che perdi moltissimi clienti. Può davvero essere così.

Un sito internet rende visibile la tua attività, qualunque essa sia, e ti permette di raggiungere in poco tempo tantissime persone, soprattutto se per realizzarlo vengono utilizzati tutti gli strumenti efficaci, compreso il posizionamento.

Promuovere la propria attività È di fondamentale importanza SEMPRE, diventa VITALE in tempo di crisi quando trovare clienti sembra molto più difficile.

Hai notato come tanti, quando le entrate diminuiscono, eliminino proprio la pubblicità? Pensare che promuovere sia superfluo ed uno spreco di denaro fa forse avere l’idea che si sta risparmiando, in realtà si stanno perdendo vendite.

Le persone si dimenticano in fretta, prese da tantissime cose e pensieri. Se non ricordi loro che ci sei come puoi avere clienti?

Per questo un sito internet ben fatto, che rappresenta la tua attività tutti i giorni può essere una soluzione importante e rappresenta un investimento a breve, medio e lungo termine e in base alle esigenze.