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Come si accede al Deep Web,

By 9 Gennaio 2020 Gennaio 15th, 2020 No Comments

la parte di Internet che si suppone non dobbiate conoscere

Tutto quello che avete sempre voluto sapere su TOR e sul Deep Web che forma il 96% dei contenuti totali in Rete.

Se pensate che Internet sia una fonte enorme di informazioni, vi sbagliate. In realtà, è ancora più grande – tutto quello che la maggior parte di noi vede online è solo il primo anello di una lunghissima catena di siti e di contenuti non visibili.

Che cos’è il Deep Web?

Detto in poche parole, è quella parte di Internet che non si vede. Il Web si compone di due parti: la Rete Visibile o di Superficie o Visible Web, e la Rete Invisibile o Profonda o Deep Web.

La Rete Visibile è costituita da tutti quei contenuti cui si può accedere usando i comuni motori di ricerca come Google o Yahoo. Essa rappresenta il 4% del Web ed è sotto costante sorveglianza da parte delle autorità – governo, polizia postale o altri.

 

Il Deep Web è costituito da quei contenuti che non possono essere indicizzati dai motori di ricerca. E di questi siti è difficile tenere traccia. Si stima che il Deep Web abbia una dimensione 500 volte maggiore della parte visibile.

Come si accede ai contenuti?

Se state usando la Rete Visibile, l’accesso ai dati avviene direttamente dal vostro programma di navigazione attraverso il protocollo http o https. Questo approccio diretto tiene traccia delle informazioni che vengono scaricate, da dove e quando ci si è collegati alla pagina del contenuto, e la vostra locazione esatta.

Se volete accedere al Deep Web, dovete usare un motore dedicato. Il più usato è TOR – The Onion Router, dalla cipolla che ne costituisce il simbolo -, ma ci sono altre opzioni quali I2P o Freenet che offrono soluzioni alternative altrettanto valide.

Le informazioni conservate nel Deep Web non possono essere raggiunte direttamente, perché i dati non sono conservati su una singola pagina, ma piuttosto in basi di dati, il che ne rende difficile l’indicizzazione ai motori di ricerca. I file, o documenti, sono condivisi attraverso un numero indefinito di computer collegati ad Internet che racchiudono l’informazione di cui avete bisogno. Il sistema è conosciuto come collegamento a rete peer-to-peer, da pari a pari.

Questo metodo di condividere dati crittografati rende difficile rintracciare o tenere sotto controllo sia la vostra locazione che le informazioni alle quali avete avuto accesso.

E’ un sistema legale?

Sì, il suo uso è uguale a quello di qualsiasi altro programma di  navigazione su Internet. Molte persone hanno già cominciato ad usare TOR come un mezzo per mantenere l’anonimato quando sono online.

Chi altri lo adopera?

Di certo i militari, la polizia, i giornalisti – specie in zone di guerra o paesi totalitari – e gli informatori – fra questi Julian Assange, editore e fondatore di Wikileaks, e Edward Snowden, ex dipendente CIA che ha divulgato documenti classificati come segreti della NSA, facendo scoppiare il caso delle intercettazioni da parte degli USA dei capi di governo dei paesi alleati.

Grazie all’anonimato offerto da TOR, il Deep Web è diventato anche il covo di attività criminali, quali spaccio di droga, prostituzione minorile, commercio d’armi e altro. Ricordiamo che il più grande mercato nero online, The Silk Road, è stato chiuso dopo che l’FBI ne ha arrestato il titolare, risalendo alla sua identità non direttamente attraverso TOR, ma incrociando informazioni incautamente rilasciate da utenti del mercato poco attenti.

 

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