Televisori – cambia il segnale digitale a dicembre il bonus per le smart tv

A partire dal 2020  cambierà la modalità tecnica con la quale viene inviato e ricevuto il segnale digitale delle tv e gli apparecchi andranno sostituiti (o si avrà bisogno di un decoder adatto) per essere compatibili con la tecnologia DVB T2. I contributi per l’acquisto dei nuovi decoder e delle Smart TV partiranno da dicembre dopo la pubblicazione del decreto MiSE – MEF, previsto in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni.Per essere compatibili con la tecnologia DVB T2 gli apparecchi TV andranno sostituiti (o si avrà bisogno di un decoder adatto). I contributi per l’acquisto dei nuovi decoder e delle Smart TV partiranno da dicembre dopo la pubblicazione del decreto MiSE – MEF, previsto in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni.

A partire dal prossimo anno e fino al 2022 si compirà lo switch off del digitale terrestre attualmente in uso (Dvb-T1) e il passaggio al nuovo standard Dvb-T2. I consumatori quindi avranno due anni di tempo per adeguarsi, sostituendo i vecchi televisori (quelli comprati prima del 2017) con tv che siano compatibili oppure comprando un decoder che consenta la ricezione del segnale. Per questo motivo, già il governo Gentiloni aveva previsto incentivi da 151 milioni di euro che, come confermato al Tavolo TV 4.0

La fase transitoria, così come il bonus, durerà due anni: fino a luglio 2022. Dal primo gennaio 2017, i commercianti hanno avuto l’obbligo di vendere solo televisori già compatibili con la nuova ricezione del segnale, mentre i produttori si sono dovuti adeguare da luglio 2016. Chi avrà un apparecchio più anziano, dovrà appunto adeguarsi: se avrà diritto al bonus, dovrà portare al negoziante un’autodichiarazione che certifichi il suo Isee e che non abbia già beneficiato dell’incentivo. A tal proposito, è previsto in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni un decreto interministeriale Mise-Mef che definisca proprio i dettagli per l’erogazione dei contributi a favore dei cittadini per l’acquisto di smart Tv e decoder.

Del passaggio al nuovo segnale digitale si parla già da tempo. L’aggiornamento nasce infatti dalla necessità di liberare alcune frequenze mobili della banda 700 (compresa tra i 694 e i 790 MHz) per il servizio di telefonia mobile 5G: lo standard che permetterà, secondo le aspettative dell’Unione europea, di connettersi senza fili per ricevere dati alla velocità di 10 gigabit al secondo, circa 100 volte di più della connessione 4G. Sono le frequenze vendute a 6,5 miliardi di euro all’asta dell’ottobre 2018, a cui hanno partecipato tutti i principali protagonisti delle telecomunicazioni in Italia: Wind 3, Vodafone, Telecom Italia, Fastweb e Iliad.

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