Marketing sui social

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Utilizzare un software di marketing automation può portare grandi benefici al tuo brand. Ti permette di trasformare i clienti nuovi in clienti regolari, effettuare una segmentazione precisa del tuo database e inoltre sarà più semplice generare leads.

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Colori per un sito Web

Come scegliere i colori per un sito web

In questo post scoprirai diversi aspetti che possono influenzare l’uso dei colori in un web design e come si distinguono i loro significati.

 

Colori che influenzano il comportamento umano

È vero che i colori influenzano il comportamento umano. La decisione di acquisto si basa principalmente sui colori dei prodotti. Dalla salute alla cura, dallo shopping al divertimento, i colori hanno il loro significato specifico. Per un sito web, l’uso giusto dei colori aiuta a catturare l’attenzione del pubblico target e li suscita per la risposta desiderata. Il lavoro di web designer consiste nel considerare tutti gli aspetti che possono influenzare, raccogliendo i migliori colori adatti per un sito web.

Scegli i colori più appropiati per il design del tuo sito

Scegliendo i migliori colori adatti per la progettazione di un sito web, devi prima scoprire il settore di attività e il pubblico target. Se il sito si occupa di articoli sportivi per bambini – il nero non sarà un colore adatto; invece, i colori vivaci, come il rosso, verde, giallo, miglioreranno il livello di accettazione.

Per un sito web che si occupa di articoli femminili, marrone o arancione non sono buone opzioni; invece, nero, viola e bianco andranno bene. Scegliendo i colori per un sito web, prendi in considerazione il prodotto, il pubblico target e lo scopo.

  • Le donne preferiscono viola, verde e blu; non gli piace marrone, arancione e grigio.

  • Gli uomini preferiscono il nero, verde e blu; non gli piace arancione, marrone e viola.

Capire il significato dei colori

Blu è il colore della fiducia

Blu è spesso considerato come un colore di pace, tranquillità, fiducia e lealtà. È il colore dell’America corporativa, che rivela un segno di fiducia. Invoca l’affidabilità, come per esempio è usato su PayPal, un metodo internazionale per pagamenti on-line. La maggior parte delle banche di tutto il mondo utilizzano questo colore nei loro siti web.

Oltre ad essere d’affidabilità, il colore blu non deve essere utilizzato su siti web relativi al cibo. La teoria evolutiva collega il blu con veleno, così dovrebbe essere evitato su siti web che si occupano di prodotti alimentari.

Giallo Avverte

Potresti aver visto segnali stradali e altri segnali di pericolo in giallo. Dal punto di vista commerciale, il giallo è considerato come un colore di divertimento e amicizia. Potrebbe essere per l’eccitazione che il giallo porta nella mente umana. Meglio usare questo colore in piccole dosi per evitare l’ansia e per provocare gli utenti ad eseguire l’azione desiderata.

Green Depicts Nature

Il verde è il colore d’ambiente, della natura e della pace. Aumenta anche la creatività. Questo colore deve essere utilizzato per siti web che si occupano di natura, ambiente e roba organica. Va anche bene per creare “l’effetto di isolamento” per pulsanti di invito all’azione. Effetto di isolamento significa che cose si distaccano dalla massa con un colore particolare, che non è più utilizzato da nessuna parte nella pagina. L’esempio migliore di tale metodo è DELL che ha tutti gli elementi di conversione in verde.

Color verde mostra anche come un’azienda tratta l’ambiente, migliorando così la reputazione tra le persone che lo rispettano.

Arancione Significa Attivo

Color arancione aiuta a suscitare l’attività fisica, corrisponde alla concorrenza e rivela la fiducia. Questo è il motivo perchè viene utilizzato per siti web che si occupano di sport o di prodotti per bambini. Amazon utilizza l’arancione sul banner dell’offerta limitata, mostrando così l’urgenza e rendendo il messaggio evidente.

Nero è il Sinonimo di Lusso

I toni più scuri rappresentano lusso. Il nero mostra massima eleganza, glamour e raffinatezza. Il sito di Lamborghini mostra nel modo migliore la magia del color nero. Per i siti web che si occupano di lusso e alta classe, nero è il colore indispensabile.

Il Bianco Non Può Essere Ignorato

Google, il migliore motore di ricerca, ha un design in bianco. Alcune persone non lo includono nella lista dei colori, ma Google raffigura il suo significato. Più spazio bianco su un sito web trasmette spaziosità e libertà in modo che gli utenti respirano.

Colori Vivaci Sono Più Conversivi a Rispetto di Quelli Chiari

Per pulsanti di invito all’azione o per vengono utilizzati i colori primari come il giallo, arancione, rosso e verde. I toni più scuri come il nero, viola, marrone e grigio sono meno vincenti per alta conversione.

Scegliendo i colori per la progettazione web, non ci sono approcci tradizionali, devi sempre provare. Vota per quello che sarà più attraente per il tuo pubblico target. Non lasciar fare tutto il lavoro al tuo web designer, dai il tuo contributo, esprimi propria opinione. La comprensione reciproca può funzionare bene per il risultato. Evita di sovraccaricare il tuo sito web con troppi colori; lo rendera solo buffo.

Scegliere i dettagli cromatici del sito web

I dettagli cromatici del sito web devono essere scelti in funzione del colore principale. Fortunatamente esistono numerosi tool che permettono di creare palette cromatiche e individuare uno o al massimo due colori secondari. Eccone alcuni:

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10 cose da evitare per rendere efficaci i contenuti di un sito web

Contenuti web da evitare

 

Solo pochi anni fa, i motori di ricerca potevano essere ingannati facendo credere loro che un sito internet era utile pubblicando regolarmente contenuti ricchi di parole chiave. Oggi, algoritmi più sofisticati e l’ascesa dei social media hanno reso il Web un luogo molto più esigente. Di seguito si elencano 10 aspetti negativi da cui stare in guardia per preservare i contenuti e migliorare le performance di un sito web.

1. Frequenza di rimbalzo elevata

Anche se il sito ha un buon posizionamento nei motori di ricerca, ad un certo punto ha bisogno di vendere prodotti e/o servizi a persone reali. Considerato che la frequenza di rimbalzo sta diventando un fattore sempre più importante nell’algoritmo di Google, ci sono ancora meno scuse per avere nel sito contenuti scadenti, magari pieni zeppi di keyword ma poco utili per gli utenti. Un contenuto di qualità non deve solo puntare sulle parole chiave, ma ha bisogno anche di essere convincente e persuasivo, in modo da spingere i visitatori a fidarsi e a spendere i loro soldi. Investire nella creazione di contenuti originali e coinvolgenti, scritti con un occhio al marketing, può aumentare il tasso di conversione e quindi il rendimento del sito internet.

2. Nessun segnale sociale

Studi recenti stanno mostrando una chiara correlazione tra le classifiche dei motori di ricerca e i segnali sociali. Se il contenuto del sito non viene condiviso all’interno dei social media, allora è meno probabile che sia un contenuto di qualità e di conseguenza è meno probabile che scali le SERP.

3. Contraddire Google

Il fatto è che, se si vuole ottenere un buon posizionamento, è un’ottima idea seguire le regole di Google. Controllare le linee guida sui contenuti negli Strumenti per i Webmaster di Google relative all’Assenza o scarsa presenza di contenuti originali. Se la maggioranza delle pagine corrisponde alla descrizione di Siti affiliati poveri di contenuti, Pagine doorway, Contenuti generati automaticamente, Contenuti di altri siti, si può già essere penalizzati nei risultati di ricerca, senza nemmeno rendersene conto.

4. Assenza di link in entrata

Se non si ha nulla di originale da dire, non c’è ragione che spinga le persone a leggere le pagine del sito e a decidere di linkarle. Gli algoritmi dei motori di ricerca prendono in considerazione i link in entrata per stabilire quanto sia importante una pagina, nel più ampio contesto del Web. Se si fornisce contenuto informativo, interessante ed educativo la gente sarà maggiormente disposta a condividerlo nei social network e a linkarlo nei propri siti web, contribuendo ad elevare il livello di prestigio del sito e a migliorare i risultati nei motori di ricerca.

5. Nessun commento

I commenti sono un modo di impegnarsi con i propri lettori. Possono trasformare il processo a senso unico di chi legge la pagina in un dialogo bidirezionale e possono aiutare a creare un pubblico fedele di persone che trovano i contenuti del sito tra i loro risultati di ricerca. Incoraggiare le persone a commentare porta alla creazione di contenuti interessanti, capaci di stimolare il dibattito; bisogna stare attenti, però, a non assumere un tono troppo polemico che potrebbe allontanare potenziali clienti in modo permanente.

6. Potrebbe non adattarsi bene

Il contenuto testuale delle pagine deve essere tale da adattarsi sia al layout del sito web che alla categoria di utenti a cui si rivolge. Questo per non rovinare la compostezza dell’interfaccia grafica e, soprattutto, per non produrre contenuto inadeguato o in eccesso al punto che nessuno riuscirà mai a leggerlo fino alla fine.

7. Mancanza di ottimizzazione

Non bisogna tralasciare le attività di ottimizzazione siti web per ottenere buone performance. È importante utilizzare le keyword rilevanti come anchor text dei link per soddisfare le esigenze SEO, ma senza rovinare la grammatica delle frasi. Inserire le parole chiave scelte nelle intestazioni del testo, utilizzando gli opportuni tag HTML (h1, …, h6). Adattare l’ottimizzazione on page al resto dei contenuti, come le didascalie delle immagini, le URL, il titolo della pagina e i meta tag, per un risultato davvero ottimale.

8. Contenuti duplicati

A volte, quando si esegue una ricerca su Google, è presente un link in fondo ai risultati che dice: “Al fine di visualizzare i risultati più rilevanti, sono state omesse alcune voci molto simili a quelle già visualizzate. In alternativa, è possibile ripetere la ricerca includendo i risultati omessi”. Se il contenuto del sito è copiato da altre fonti, con troppe citazioni esterne, o è solo leggermente diverso da una pagina pubblicata su un altro sito, si rischia che le pagine vengano filtrate come contenuti duplicati.

9. Divorati dal Panda

L’aggiornamento Google Panda è nato per punire i siti internet con contenuto copiato da altre parti del Web e le cosiddette “content farm”. Se si copiano i contenuti di altri siti, parola per parola, si rischia di infrangere le leggi sul copyright o di subire il filtraggio dei duplicati per le singole pagine. Inoltre, l’intero sito potrebbe scomparire dai risultati di Google poiché l’algoritmo, adesso, guarda alla qualità complessiva del sito molto più da vicino.

10. Non è etico

Il proprio codice etico personale potrebbe anche consentire di copiare i contenuti da altri siti, ma prima di tutto è necessario dare priorità agli interessi dei clienti. Le persone sono sempre più sensibili nei confronti degli impegni assunti dalle imprese in tema di responsabilità sociale e farle sospettare che il contenuto di un sito sia stato messo su sfruttando il lavoro svolto da altri potrebbe danneggiare la reputazione dell’azienda. Avere contenuti davvero originali dimostra un livello di impegno etico in grado di supportare anche tutti gli altri sforzi profusi nella gestione di problematiche d’impatto sociale e morale.

Net neutrality

Net Neutrality – Un Diritto non rispettato –

La net neutrality  (neutralità della rete) è uno dei principi fondamentali su cui, fino ad oggi, si è basato il funzionamento di Internet: stabilisce che ogni contenuto distribuito in Rete, dal film della grande casa di produzione al video delle nostre vacanze, debba avere le stesse opportunità di arrivare sul computer o sullo smartphone degli utenti finali.

Dal punto di vista pratico la net neutrality ha quindi impedito negli ultimi anni agli internet provider di vendere corsie preferenziali sulla banda larga ai grandi produttori di contenuti digitali, più ricchi e quindi maggiormente propensi a pagare per veicolare i propri contenuti più velocemente o con una migliore qualità.
La Net Neutrality è un diritto per tutti i consumatori europei, tutelato dal Regolamento UE n. 2120/15, il quale ha stabilito tra l’altro la libertà di scelta del modem. In Italia, tuttavia, la norma viene sistematicamente violata, I grandi operatori di telefonia impongono l’acquisto dei loro modem a prezzi imposti e non di mercato. Problemi anche relativi alla sicurezza e alla privacy.

Non sempre la Net Nutrality è garantita in Italia, dove i vari operatori telefonici, impongono agli utenti finali l’acquisto dei propri servizi in abbinamento ad un modem Wi-FI.

Le lobby vogliono aggirare i diritti dei consumatori. I grandi internet service provider si inventano che il router non è e non può essere di proprietà del consumatore, ma costituire la parte finale della rete di loro competenza. Tutto ciò può essere paragonato al fatto che i fornitori di energia elettrica decidano di imporre l’uso di una specifica lampadina o lampadario” ha spiegato l’Avvocato Francesco Luongo, presidente nazionale del Movimento di Difesa del Cittadino.

Oltre che obbligare l’utilizzo del proprio modem, i grandi ISP stabiliscono addirittura il prezzo (elevato) del dispositivo che i clienti devono pagare, solitamente “rateizzato” per 3 o 4 anni, vincolandoli così di fatto a mantenere nel tempo l’abbonamento sottoscritto. Il trasferimento da un provider ad un altro comporta infatti il pagamento della restante parte di modem non ancora saldato, il che rappresenta un forte deterrente al cambio.

Un’altra tematica molto importante legata alla scelta del Modem è quella relativa alla sicurezza e alla privacy. Sempre più spesso infatti, i modem sono bersagliati dagli attacchi dei cybercriminali che puntano a tali dispositivi per avere pieno accesso all’intera rete aziendale, della pubblica amministrazione o di ogni singolo cittadino.

Al momento, nonostante la rilevazione di attacchi informatici rivolti ai modem, questi non vengono comunicati ai consumatori da parte delle grandi compagnie di telecomunicazione, creando così elevata disinformazione tra i consumatori, spesso ignari dei rischi che corrono” ha aggiunto l’Avvocato Luongo.

Ogni modem infatti è realizzato con diverse feature di sicurezza, rendendo ciascuno di essi più o meno adatto alla protezione della rete internet a seconda che si tratti di un’organizzazione o di un privato.

Alcuni router presentano infatti nativamente dei firewall interni e permettono di ottenere informazioni aggiuntive per un migliore controllo della rete, oltre che offrire la possibilità di configurare diversi gradi di prioritarizzazione del traffico in entrata ed in uscita. Tutto ciò garantisce, ad esempio alle imprese, di poter ottimizzare i propri budget relativi alla securty.

Non solo: il fatto che il modem sia di proprietà dell’internet service provider fa si che questi possano gestire tutti i dati di traffico del cliente, andando, qualora quest’ultimo avesse sottoscritto servizi accessori, a divulgare a terze parti tali informazioni” ha aggiunto Giovanni Zamboni, Consigliere dell’associazione italiane internet provider (AIIP).

L’accesso ad Internet sembra quindi essere una giungla controllata da pochi, in cui la legge del denaro e del monopolio scorretto pare farne da padrone. Un concetto questo totalmente in disaccordo con i principi con sui erano nato Internet:

“Quando ho progettato il Web – spiega Tim Barners-Lee, co-fondatore del world wide web – l‘ho deliberatamente costruito come uno spazio neutro, creativo e collaborativo, sulla base della trasparenza offerta da Internet.  La mia visione è che chiunque, in qualsiasi parte del mondo deve poter condividere conoscenze e idee senza dover acquistare una licenza o chiedere il permesso a me stesso o qualsiasi CEO, dipartimento governativo o comitato.”

 

ebay

Annunci Ebay – un sito di annunci tipo Ebay

Vorrei aprire un sito di annunci tipo ebay o subito.it
Sito di annunci eBay?

Ricevo ogni mese almeno una decina di richieste di preventivi per la creazione di un sito di annunci di vario tipo:

  • Ebay annunci
  • annunci come subito.it
  • annunci per richieste o offerte di lavoro
  • annunci per la vendita di oggetti usati
  • annunci per la vendita di corsi di lingue o di informatica
  • annunci per siti di incontri
  • annunci tipo eBay

Molte persone, grazie anche alle notizie che si leggono periodicamente sulla stampa non specializzata (quotidiani, settimanali) e a quelle che leggono sui siti di molti nostri colleghi, vengono indotte a credere che è possibile diventare ricchi avendo un’idea originale e sfruttandola mettendosi in affari in rete.

Spesso, per avvalorare le loro tesi, vengono citali social network come Facebook o siti di annunci online come Ebay, subito.it, trivago, immobiliare.it, matrimoni.it, casa.it ed altri.

Perché illudere le persone? Perché non raccontare la triste verità? Perché non spiegare che su uno che ce la fa 10.000 falliscono? Perché non parlare degli ingenti capitali necessari per far decollare e conoscere al grande pubblico un sito di annunci online tipo subito o ebay, o un social network?

Il risultato di questa disinformazione lo vediamo tutti i giorni.

Quante richieste ho ricevuto da parte di utenti che mi chiedono il preventivo per un sito di annunci tipo eBay?

Negli ultimi 10 anni ne ho ricevute almeno 1.000.

Non passa giorno senza che riceviamo almeno una email da parte di uno studente squattrinato o di un disoccupato che non riesce ad arrivare a fine mese che ci chiede un preventivo per creare un sito “tipo” facebook o Ebay, o un ecommerce come Zalando o Amazon.

“Io e un mio amico abbiamo avuto l’idea di creare un sito di annunci come eBay… “. Un sito di annunci eBay insomma, ma più piccolo – mi dicono.

Ma beati ragazzi, avete un’idea degli investimenti che sono necessari per creare un sito di annunci ebay o comunque tipo eBay, anche se più piccolo?

Qualcuno mi dice di avere un amico programmatore che potrebbe creare il sito ma che è inesperto di SEO e pertanto chiede la mia disponibilità per il posizionamento.

Quando chiedo con quali termini vorrebbero essere trovati, mi rispondono candidamente: “annunci ebay” e qualsiasi altro nome di oggetti che verrebbero messi in vendita.

Quando leggo queste email non posso fare a meno di pensare: ecco, un altro che ha avuto l’illuminazione, l’idea geniale che risolverà definitivamente i suoi problemi economici :-)

L’altro giorno ho riposto ad uno studente, che mi chiedeva quanto costa creare un sito di annunci come subito.it o come ebay, che un simile sito non avrebbe avuto alcuna possibilità di successo perché nessuno lo avrebbe trovato in Google.

“Non è vero” – ha ribattuto – “subito.it ha un sacco di visitatori e ebay ancora di più, e come ci sono riusciti loro potrei riuscirci anch’io”.

Forse le sfugge il fatto – ho risposto – che subito.it ha un sito di oltre 5 milioni di pagine e ebay.it ne ha 10 milioni. Per avere visibilità, hanno fatto diversi spot pubblicitari trasmessi dalle TV nazionali.

Subito.it, tempo fa, ha fatto ideare uno spot pubblicitario dall’agenzia Partners, diretto dal regista Miguel Coimbra, e lo spot è stato trasmesso parecchie volte sulle principali reti italiane: Rai4, Rai5, Rai Movie, Rai Premium, Mediaset Premium, Cielo e Discovery.

Lei ha a disposizione il budget necessario per fare tutto ciò? – ho chiesto

Ovviamente la risposta è stata negativa. Lo studente in questione pensava di spendere al massimo 800/1.000 euro, possibilmente a rate (300 euro glieli potrei dare subito, mi ha detto).

Ma a creare false aspettative e ad illudere le persone non è solo la stampa non specializzata o certi servizi che si vedono in TV. Anche chi internet ed il commercio online li conosce molto bene talvolta lo fa.

guadagnare-con-sito-annunci

Fare un sito internet di annunci

Sembra la moda del momento, sembra l’idea che molti hanno ultimamente, fare un sito internet di annunci per “far inserire da chiunque annunci e guadagnare almeno uno stipendio giusto per partire, poi, se faremo soldi, assumeremo qualcuno”.
Quello che forse scappa sono i costi e le logiche, alle spalle del progetto, specialmente in quello preso come riferimento: subito.it. Ci viene chiesto spesso, ultimamente:

  • vorrei un sito come subito.it, quanto costa?
  • vorrei un sito come ebay, quanto costa?
  • vorrei un sito come amazon, quanto costa?

Ma sempre scopriamo che non c’è né consapevolezza strategica, né consapevolezza economica per il da farsi.

Quanto costa un sito di annunci tipo subito.it?

Un sito di annunci tipo subito.it ha un costo improponibile e per farlo/gestirlo dobbiamo pensare a personale che sia all’altezza, da un punto di vista strategico e pratico; dobbiamo pensare a pubblicità parallela (subito è visibile periodicamente anche in tv nazionale) e iniziative per farlo conoscere, come carta stampata o social network; non da meno dobbiamo pensare che, un sito di annunci come subito, ebay o amazon, ha migliaia di pagine e per emularlo, dobbiamo, per forza farne tante anche noi.

Paradossale: sapete chi è il primo concorrente? Il primo concorrente è proprio subito.it, un colosso, un’azienda che ha un sito costruito in anni di sacrifici, con automatizzazioni e personale che ci lavora, stipendiato, tutti i giorni e con competenze elevate, elevatissime.

Abbiamo fondi e risorse umane per fare meglio di subito.it?

Parliamone, ma se cerchiamo di fare un sito come subito o ebay, per sperare che la nostra vita cambi, iniziamo ad apprezzare quello che abbiamo e iniziamo a vederlo da altri punti di vista, perché un progetto di questi livelli, non può essere un tentativo fatto di speranze (come appena detto parliamo di un investimento di almento 100 mila euro).

Appurata la complessità del lavoro per fare un sito tipo subito.it o tipo ebay, andiamo a vedere come mai ci sono costi tecnici molto importanti e come mai non possiamo pensare di iniziare senza grossi investimenti. Il progetto tipo subito.it necessita di parti di amministrazione del progetto adatte all’indipendenza del cliente che deve, con una certa facilità, iscriversi, capire il meccanismo, scegliere il miglior profilo tipo:

  • base
  • medium
  • premium
  • gold

in base al tipo di inserzione che deve o vuole fare, e iniziare a caricare il suo annuncio. Tutto il sistema deve essere intuitivo e facile da capire. La gestione dei profili deve essere schamatizzata e non possiamo proporla in troppi step. Sembra ovvio, ma nel 99% dei casi, così ovvio, non è!

Cosa dovrebbe fare un sito tipo subito o ebay

Un sito tipo subito o ebay deve avere uno spazio per le descrizioni, uno spazio foto, uno spazio prezzo, uno spazio contatto, e tutto deve essere semplice, proprio come  lo è in subito.it o ebay.

L’annuncio deve essere vagliato da uno staff, altrimenti ci si trova con dvd copiati e con vendita di accessori poco legali, e questo ricadrà sempre sulla responsabilità dello staff, perché anche se legalmente ci sarà la massima tutela, con accordi e varie accettazioni, un utilizzo improprio del mezzo lo infangherà prima di nascere.

Lo staff che gestisce il tutto deve monitorare il sistema e deve poter vedere ogni profilo, controllarlo e deve poter intervenire. Se pensiamo di automatizzare il controllo con filtri su parole inserite o altro, i costi lievitano e di molto (serve comunque una dose di manualità, quindi costi di personale).

Altro step non poco delicato, è il prodotto finale, che deve andare al pubblico, deve essere curato in ogni aspetto e, soprattutto, essere chiaro.

Tre macro aspetti da non sottovalutare che implicano mesi di lavoro e di testing, perché, speriamo vivamente, che non ci si metta on line con sistemi open source o con lavori da 9 euro al mese, come certi clienti ci hanno prospettato.

Chiarezza come sinonimo di cura maniacale del progetto

Sembra banale ma il cliente che si iscrive deve avere tutto chiaro in pochi passaggi e non possiamo pretendere che capisca “al volo”, da un nome del profilo, che servizi diversi offre il sistema.

Non facciamo l’errore tipico delle concessionarie che quando danno un prezzo di un’auto iniziano a dare prezzi diversi per modello, dando per scontato che un cliente capisca cosa le differenzia, perché se il venditore di auto è lì tutto il giorno, e tutto il giorno parla di auto, il cliente che si avvicina, lo fa per capirci di più ed il livello di conoscenza di partenza è diverso;

non si troverà mai un punto di incontro se nessuno si pone il problema di spiegare cosa significa un modello piuttosto che un altro, easy, piuttosto che platinum, giusto per fare un esempio.

Chi entra nel nostro sito deve vedere schematizzato, nel posto giusto l’offerta che proponiamo e deve capire, dopo poco, cosa differenzia un’offerta da un’altra.

Il sottovalutare la chiarezza della proposta, il non vedere la proposta con l’occhio del cliente si traduce in contatti e mail che chiedono spiegazione, sempre dando un po’ per scontato che ci sia un piacevole impatto con il pubblico.

Detta in termini più pratici la non curanza del dettaglio si trasforma in tempo e risorse perse per spiegare quanto abbiamo dato per scontato o abbiamo sottovalutato. Più è importante il progetto che stiamo costruendo più è importante il particolare, il piccolo dettaglio e più sono grandi le nostre ambizioni, più scrupolosi dobbiamo essere nel parlare al nostro potenziale cliente, del resto pensiamoci un attimo perché il cliente dovrebbe scegliere noi e non il già affermato subito.it?

Di solito chi si avvicina a questi portali per emularli o per cercare nuove strade lavorative vede un sistema curato e studiato ma non è consapevole dei costi che servono per arrivare al risultato e di quanto tempo serva per arrivare ad avere un prodotto semplice e fluido. Anzi, si parte dal presuposto che si sta pensando di investire 8/10 mila euro in tempi di crisi e si pensa siano già tanti, quando in realtà non bastano nemmeno per la prima parte del progetto cartaceo o per i primi studi grafici. Non parliamo poi di chi propone di partire con 500 euro.

Come guadagnare con un sito di annunci

Per poter guadagnare con un sito di annunci occorre innanzitutto capire la distinzione tra le varie tipologie di spazi web che possono essere creati: da quelli del tutto gratuiti a quelli con servizi extra a pagamento, fino a quelli in cui è necessario una sottoscrizione e il relativo versamento di una quota prestabilita.

Laddove chi offre dei servizi extra a pagamento o addirittura richiede un pagamento per poter accedere agli annunci si garantisce una fetta di introiti che ricaverà dall’opportunità per gli inserzionisti di valorizzare i propri annunci con opzioni quali la vetrina ad esempio, o l’inserimento di una serie di segni convenzionali che aiutano quel determinato annuncio ad essere più visibile degli altri, magari con l’aiuto di un carattere più grande e colorato ma anche posizionandolo costantemente nella pagina principale del sito, in modo da essere immediatamente visualizzato da tutti coloro che accedono direttamente alla Home. Per poter richiedere dei servizi a pagamento sul sito di annunci che andremo a creare è necessario che il nostro portale sia ben trafficato, sia come numero di visitatori che come livello di interesse rispetto all’argomento degli stessi.

Nel caso in cui si decide di fornire un servizio gratuito, nell’eventualità in cui il servizio è attivo da poco o comunque non ha il traffico necessario, esistono altre strategie da adottare per monetizzare il proprio sito di annunci on line. Un primo step fondamentale potrebbe essere quello di sfruttare la pubblicità contestuale offerta da AdSense che garantisce una potenziale “partecipazione” da parte dei visitatori ad un determinato sito, perché gli annunci sono basati sugli interessi di chi sta cercando e sul contenuto della pagina; ragion per cui ottime saranno le probabilità che l’attenzione cada sugli annunci pubblicitari, che quando cliccati produrranno un guadagno. Tenendo bene a mente che il regolamento di AdSense, a tutela di aziende e consumatori, è molto rigido e a lungo andare ogni comportamento scorretto viene punito con l’esclusione dal programma, ragion per cui non bisogna abusare dei meccanismi offerti dalla piattaforma, come quello di cliccare sul banner più volte dalla propria postazione per dare l’idea di essere un annuncio ricercato.

 

A tal proposito AdSense ci impiega pochissimo tempo per scoprire che si tratta della stessa persona che sta cercando di violare le regole comportamentali sui cui si basa il meccanismo di monetizzazione del sito. Per poter guadagnare con un sito di annunci ci si può affidare anche alle affiliazioni, ossia tramite programmi che prevedono una commissione se l’utente proveniente dal tuo sito compie un’azione, come un’iscrizione o un acquisto. Questo metodo appare molto valido, perché il traffico di utenti selezionato verrà targetizzato. Di conseguenza se abbiamo una sezione di annunci di prodotti d’arredamento usati, si può inserire una pubblicità su una particolare offerta per quanto riguarda uno specifico articolo d’arredo dando la possibilità all’utente di cliccare ed acquistare il prodotto in offerta e non quello usato ad un prezzo leggermente inferiore permettendoti di guadagnare una percentuale su quella vendita. Tra i programmi di affiliate marketing più validi e competitivi vanno menzionati Tradedoubler, Public-Ideas e Zanox.

Per quanto riguarda il lato tecnico, nel momento in cui decidete di creare un sito di annunci quello che vi serve è un buon programmatore Web e una serie di CMS ed applicativi Web già predisposti e disponibili in Rete. Dopodichè occorre definire il campo di azione, cioè, pianificare se avviare un sito generalista che raccolga annunci di ogni tipologia, oppure, concentrare l’attenzione verso alcuni settori di annunci specifici oppure, un sito a carattere geografico/territoriale. Da questa decisione deriverà anche l’entità del guadagno che volete raggiungere con il vostro sito di annunci. Per cui non può essere casuale, bensì, deve essere la conseguenza di un piano aziendale che tenga in considerazione una serie di fattori ed agisca in base al peso di questi , come il budget disponibile, gli obiettivi iniziali, i competitor presenti nei vari segmenti e le loro strategie e infine gli spazi che al momento esistono e che in futuro potrebbero crearsi.

Programmi di Affiliazione consigliati

  1. AffiliationPartner – recensione – registrati
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  3. WorldFilia – recensione – registrati
  4. Google Adsense – recensione – registrati

Accelera il mercato dell’e-commerce in Italia

Ecommerce in Italia

L’e-commerce business to consumer in Italia sembra non conoscere la crisi dei consumi. Quest’anno dovrebbe riuscire a mettere a segno una crescita intorno al 20%, raggiungendo i 23,4 miliardi di valore. Se questa previsione verrà rispettata, sarà il miglior incremento dal 2010, sfiorando di poco il raddoppio rispetto ai 12,6 miliardi del 2013. È lo scenario che Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, illustrerà oggi pomeriggio a Milano, in occasione della presentazione dei trend che nel 2017 scandiranno il settore.

Nonostante il calo delle vendite al dettaglio (-0,5%) registrato dall’Istat a dicembre e il dato sostanzialmente stabile con cui si è archiviato il 2016 (+0,1%), quest’anno a dare la spinta agli acquisti online sarà non solo la ripresina del Pil (+0,9% la crescita attesa da Bankitalia), ma la maggior propensione delle famiglie italiane a fare shopping online: sono in aumento sia il numero degli acquirenti che la frequenza e lo scontrino medio.

 

«Il numero degli acquirenti online è cresciuto dal 2014 al 2016 del 26%, ma ancora maggiore è stato l’incremento del valore del mercato e-comm, che nello stesso periodo è aumentato di oltre un terzo – sottolinea Roberto Liscia, presidente di Netcomm ed Executive board member di Ecommerce Europe – . Anche per quest’anno prevediamo un forte sviluppo del comparto, in cui la multicanalità giocherà un ruolo chiave insieme alle vendite in mobilità e allo sviluppo di modelli di interazione tra negozio fisico e canali digitali».

Quelli che fino a pochi mesi fa sono stati dei comparti di nicchia, quest’anno dovrebbero mettere a segno le migliori performance di crescita, intorno al 30% o più, proprio grazie alle iniziative di interazione tra canale fisico e online a cui le insegne stanno lavorando. Si tratta dell’arredamento con i suoi complementi, dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori per la persona, oltre ai prodotti alimentari e a quelli del largo consumo confezionato. Già oggi una catena su quattro tra quelle attive nell’e-commerce offre le prenotazioni online e il ritiro degli acquisti nello store fisico, mentre il 12% consente il reso.

Indubbiamente i viaggi e le vacanze non perdono il loro ruolo trainante, ma nel periodo 2015-2017 vedono rallentare (+10%) la loro crescita. Meglio faranno i prodotti dell’elettronica di consumo e l’hi-tech (+28%), mentre l’editoria si avvicinerà agli 800 milioni di valore delle vendite. L’altro caposaldo dell’e-comm sono le assicurazioni, la cui crescita invece subisce una battuta d’arresto.

Se finora l’offerta ha avuto come protagonisti i pesi massimi dell’e-comm Usa ed europeo, negli ultimi tempi sta diventando sempre più strutturata la presenza delle imprese italiane, che cercano di utilizzare l’online in chiave strategica. L’obiettivo è raggiungere anche i mercati esteri, dove il made in Italy ha un plusvalore riconosciuto. Invece per i milioni di e-shopper italiani Liscia presenta la prossima «Crazy web shopping», la “notte bianca” dello shopping online che si svolgerà tra il 22 e il 23 giugno: in quell’occasione i merchant aderenti all’iniziativa offriranno sconti e offerte speciali.

Dei quasi 21 milioni di acquirenti online attivi in Italia ci sono quasi 16 milioni (+25% nell’ultimo anno) di persone che nell’ultimo trimestre 2016 sono classificabili come clienti abituali delle vetrine online. Ciascuno ha fatto in media non meno di tre acquisti nel periodo con uno scontrino che supera di poco, in media, i cento euro. Sono loro che generano il 94% delle vendite B2C. Gli altri 4,7 milioni di consumatori rientrano tra i clienti sporadici, che ogni tre mesi fanno uno o due acquisti, spendendo poco meno di 100 euro. Il vero motore degli acquisti è sempre più lo smartphone, grazie alle app offerte dai merchant. A fine 2016 un acquisto su sei (+80%) è stato realizzato con questo dispositivo, mentre resiste il tablet, utilizzato in quasi l’8% dei casi. La quota restante, infine, è appannaggio del classico pc.

Dal sole24ore

Restyling del sito web

Stai valutando se rifare o meno il tuo sito web? in gergo tecnico

restyling del sito web

e non sai come orientarti? Vediamo insieme quali sono tutti gli aspetti che un’azienda deve tenere in considerazione.

Quando è il momento di fare un restyling?

Se il vostro sito web aziendale è stato fatto tra i tre e i cinque anni fa, è probabile che sia giunto il momento di rinnovarlo. Cambiano le aziende, cambiano le persone, cambiano le tecnologie. Un sito web deve essere sempre in linea con gli obiettivi, le strategie aziendali e presentarsi tecnologicamente competitivo.

Chiarisciti le idee e fissa gli obiettivi che intendi raggiungere

Se stai valutando di rifare il sito web aziendale, prima di contattare una web agency per chiedere un preventivo, è importante avere presente quali sono i suoi punti deboli e cosa vorresti ottenere dal nuovo sito.

Bisogna tenere a mente che il sito web aziendale non è per se stessi, bensì per i propri potenziali clienti e interlocutori. Sono loro che lo devono utilizzare, essere guidati e comprendere a fondo cosa possono ottenere dalla vostra azienda.

Prima di richiedere un preventivo, bisogna domandarsi:

 

  • A chi si rivolge la nostra azienda?
  • Quali sono i punti di forza del nostro sito web?
  • Cosa non funziona nel vecchio sito web?
  • Cosa è stato fatto per promuoverlo efficacemente?
  • Esteticamente, rappresenta il nostro marchio e piace ai nostri interlocutori?
  • Che cosa differenzia la nostra azienda rispetto alle altre?

Budget

Avete già pensato a quanto siete disposti ad investire per il vostro nuovo progetto? Rifare un sito web aziendale è un investimento strategico, per il quale è possibile risparmiare facendo scelte oculate. Fissando degli obiettivi realistici, sarete in grado di decidere su cosa investire di più e su cosa invece mantenere un basso profilo.

Chiariamo il concetto con degli esempi: un piccolo negozio di abbigliamento, più che investire in un sito web dai contenuti particolarmente dettagliati o in una grafica estremamente curata, potrebbe ottenere maggiori vantaggi realizzando un sito web più semplice e concentrando la maggior parte del budget nelle campagne sponsorizzate su Facebook. Potrebbe inoltre raccogliere gli indirizzi email dei clienti sia sul web sia in negozio per poi inviare, tramite email marketing, promozioni nei momenti caldi, come ad esempio il periodo dei saldi o in occasione di eventuali aperture straordinarie.

Un architetto invece, potrebbe concentrare il proprio impegno economico in un sito internet estremamente curato dal punto di vista estetico, e destinare parte del budget alla promozione di esso su portali di settore.

Un elettricista, che ogni giorno ha a che fare con emergenze e riparazioni, investendo in un sito web responsive piuttosto che in un sito tradizionale, potrebbe ottenere più richieste d’intervento grazie alla navigazione ottimizzata per gli utenti di smartphone e tablet.

A ognuno il suo

Non tutti siamo esperti di motori o di idraulica; il fatto di saper scrivere non fa di noi dei poeti. Il buon esito di un progetto è dato da idee chiare, da un’organizzazione efficiente e dal lavoro di persone competenti e motivate. Non cedete alla tentazione di voler scrivere i contenuti di vostro pugno o di voler intervenire su ogni aspetto del vostro sito. Affidatevi a professionisti esperti in grado di ascoltarvi, consigliarvi e che conoscono le regole del web. Il vostro sito web e la vostra azienda ne trarranno un grande beneficio.

Avete scelto la web agency, fatto il restyling e pubblicato il nuovo sito. E adesso?

La pubblicazione del vostro nuovo sito web è solo il punto di partenza. Una volta che i motori di ricerca avranno assimilato i contenuti bisognerà misurare i risultati e cominciare ad attuare interventi mirati. Un sito web deve essere fatto di contenuti di qualità e strategie vincenti. Una buona web agency non si limiterà a rifarvi il sito web, ma osserverà come si comportano gli utenti su di esso e vi proporrà strategie e interventi interni ed esterni al sito (motori di ricerca, social network…).

 

WhatsApp apre alle imprese: messaggi ai clienti via chat

Whatsapp business

Whatsapp entra ufficialmente nel mondo del business e si apre anche alle aziende per dare la possibilità a negozi, esercizi commerciali e brand di entrare in comunicazione istantanea con il miliardo di utenti che ogni giorno sfruttano la piattaforma per scambiarsi messaggi e file di vario formato. La novità è apparsa sul sito della società dove, attraverso un comunicato, WhatsApp offre maggiori dettagli circa questa appetibile opportunità per le aziende.

La svolta business di WhatsApp

Le aziende che saranno interessate a mettersi in contatto con il pubblico di WhatsApp dovranno sottostare a un esame che, attraverso una procedura interna, ne verificheranno l’autenticità. Dopo questa procedura, infatti, l’utente che entra in contatto con un profilo business potrà vedere un’icona verde accanto al nome del contatto, il che significa che WhatsApp ha confermato che il numero di telefono appartiene a un account verificato. Inoltre, lo sfondo della chat apparirà di colore giallo, con una nuvoletta che avviserà l’utente di aver iniziato una conversazione con l’account business (come avviene già per informare che una chat dispone della crittografia end-to-end). Fatto salvo che l’utente può sempre bloccare l’azienda, il suo nome sarà visualizzato come l’utente l’ha salvato in rubrica: nel caso di nuovo contatto comparirà il nome che l’account business ha scelto per sè.

Ma come funziona per le aziende?

Questo ciò che WhatsApp ha dichiarato in merito alla nuova funzionalità dal lato utente, mentre si è esentata dal fornire informazioni su come il servizio possa funzionare per le imprese, né se questo potrà essere a pagamento. Di fatto, fa sapere l’app di proprietà di Zuckerberg, si tratterebbe al momento di un test dove a partecipare sono solo un numero esiguo di aziende che prendono parte al programma pilota.
Tuttavia, in passato, l’amministratore delegato Jan Koum aveva illustrato che il contatto tra imprese e utenti sarebbe stato il primo metodo con cui l’azienda avrebbe monetizzato il servizio; un modello questo che permettere a WhatsApp di stare lontano dagli spam. Nessun altro dettaglio in merito alle aziende che avrebbero potuto usare il servizio, né le aree geografiche di riferimento.
Nello spiegare la funzionalità lo stesso Koum aveva affermato che il team avrebbe testato «gli strumenti che permettono a WhatsApp di comunicare con aziende che si desidera ascoltare. Questo potrebbe significare comunicare con la vostra banca nel caso di una transazione fraudolenta oppure con una compagnia area, nel caso questa fosse in ritardo».

Banche e telecomunicazioni

Con 200 milioni di utenti, l’India rappresenta la più grande base utente per WhatsApp nel mondo. L’azienda sta già lavorando con la National Payments Corporation dell’India per introdurre pagamenti tramite Unified Payments Interface (UPI) sulla sua piattaforma, un servizio che potrebbe essere determinante a livello business.
Alcune delle maggiori imprese dell’India, tra cui le banche, oggi inviano milioni di SMS ai propri clienti per l’autenticazione degli utenti e per svolgere altre pratiche. Inoltre, le aziende come gli operatori di rete dipendono anche pesantemente da SMS e chiamate vocali per trasmettere promozioni e messaggi informativi agli utenti.

Lo sviluppo dei chatbot

Questo modello ipotizzabile potrebbe portare a un maggiore sviluppo dei chatbot aziendali, mercato che in questi mesi ha visto una crescita esponenziale. Le app conversazioni, infatti, sono diventate la parola chiave negli investimenti in startup e innovazione dei colossi Usa del calibro di Microsoft, la stessa Apple, Google, Facebook e Ibm. Traxn Blog, un database americano, ha registrato un incremento degli investimenti in chatbot del 129% nel solo 2016, per un totale di 227 milioni di dollari. Finora, date le connessioni mobili piuttosto limitate in molti centri urbani, specie lontano dalle grandi metropoli, l’utilizzo di WhatsApp da parte dei brand per comunicare con i clienti è stato limitato. Tuttavia, la questione potrebbe cambiare con il miglioramento delle infrastrutture internet.

Il marketing diventa visivo

Integrare immagini nella comunicazione web e social

Dicono le statistiche che la soglia media di attenzione delle persone, quando navigano il web o i social, sia oggi di 8 secondi, meno di quella di un pesce rosso, proverbiale simbolo – chissà perché – dell’incapacità di concentrarsi a lungo. Pertanto catturare l’attenzione degli utenti nel mare magno dei contenuti e degli stimoli digitali è sempre più difficile, e mai come ora la comunicazione di marketing si sta quindi orientando verso i format visivi, in grado di trasferire informazioni e suggestioni di immediata fruibilità.

Il cervello umano preferisce le immagini
Il crescente uso dei format visivi nel web marketing è accompagnato da una deapix-marketingsterminata mole di dati che ne spiegano l’ascesa, a partire dalle evidenze cognitive: il cervello degli esseri umani elabora
le informazioni visive 60mila volte più velocemente
dei testi, ricorda forme e immagini più a lungo di quanto non ricordi le parole e apprende meglio (del 40%) in presenza di elementi visivi. E le
ricerche condotte sul movimento degli occhi sugli schermi
hanno dimostrato che le informazioni corredate da immagini attirano l’attenzione degli utenti del web, e se le immagini sono rilevanti dedicano loro più tempo che non ai testi.

I contenuti di marketing visivi sono quelli più cliccati e condivisi

Ai dati scientifici si accompagnano le statistiche web e social: un testo corredato da immagini ha il 94% di possibilità in più di essere cliccato e letto, per esempio, e i contenuti visuali sono
condivisi sui social 40 volte più di quelli testuali. I post di Facebook con un’immagine generano più del doppio delle interazioni di quelli senza immagine, e l’85% di chi compra
online usa i video di prodotto per maturare la decisione d’acquisto. Nel B2B il format di contenuto che è cresciuto di più nell’ultimo
anno sono le infografiche. Secondo Cisco, entro il 2020 l’82% del traffico internet sarà costituito da video, e Facebook prevede che
nel 2019 il news feed sarà composto prevalentemente da video.

La comunicazione di marketing deve quindi diventare più breve e più visiva. Ecco, secondo l’agenzia Create, i 4 passaggi per una transizione efficace dalla parola all’immagine.

Adottare uno stile grafico costante che preservi l’identità di brand
Uno stesso carattere tipografico per tutte le infografiche o i testi di accompagnamento, un’iconografia universale e facile da comprendere, un range di colori specifici e caratterizzanti (massimo 5), illustrazioni in linea con il mood grafico del brand.

Marketing visuale Usare i diversi formati

Le infografiche per semplificare numeri e dati complessi, i video per spiegare un prodotto o un servizio o per tutorial professionali, le slide
per presentare dati e informazioni in forma estesa, i diagrammi per comunicare processi e idee, grafici e tabelle per mostrare statistiche e dati comparativi.

Integrare i canali social sfruttando le specificità di ognuno
Su Facebook, per esempio, l’indicazione è di usare foto di persone reali e di postare gallerie di immagini; su YouTube (ma è vero in generale)
di pubblicare video brevi e di inserire sempre una descrizione dettagliata; su Instagram di utilizzare la funzione Stories per crere slideshow di immagini e video e di usare hashtag “di qualità”; su Pinterest di aggiungere sempre del testo alle immagini

Considerare “usabilità” e adattabilità dei contenuti visivi
Utilizzare format facilmente visualizzabili anche da dispositivi mobili, preferire immagini “che si spiegano da sole” e simboli immediatamente comprensibili, non pubblicare sui siti elementi troppo pesanti per non rallentarne il caricamento e, ove possibile, testare
due diverse versioni del contenuto visuale per valutare quale funziona meglio su uno specifico canale o con uno specifico pubblico.